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Irrigazione

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Le prime forme di irrigazione, come quelle usate per secoli in Egitto nel bacino del fiume Nilo, seguivano semplicemente i cicli del fiume. I contadini piantavano le colture e aspettavano l’irrigazione naturale da parte del fiume. Essi scavavano dei canali e sfruttavano la gravità per trasportare l’acqua del fiume laddove era maggiormente necessaria. Prima si saturava il terreno, poi lo si faceva asciugare fino a fare quasi avvizzire le piantagioni e poi lo si saturava nuovamente. Nel 1933, Orton Englehart, un coltivatore di limoni della California del Sud inventò l’irrigatore ad impatto iniziando una nuova era dell’irrigazione a livello mondiale. Il suo nuovo dispositivo di irrigazione, descritto come un “irrigatore a molla, orizzontale, ad impatto, comandato a leva,” era affidabile e distribuiva acqua molto più distante, in modo più uniforme e più efficiente degli irrigatori esistenti all'epoca.
Settant’anni più tardi, la funzione degli irrigatori dei giorni nostri rimane più o meno la stessa, ma il loro funzionamento e la loro efficienza sono cambiati radicalmente. I progressi nella tecnologia e nell’ingegneria hanno portato allo sviluppo di dispositivi di irrigazione che forniscono acqua in modo più preciso ed uniforme, in qualsiasi spazio, indipendente dalla sua geometria. Essi vanno da dispositivi per l’irrigazione a bassa portata e per la microirrigazione agli irrigatori statici a scomparsa usati in un tipico cortile o giardino fino agli irrigatori dinamici usati nelle aree commerciali di grandi dimensioni.
Rappresentando molto probabilmente il progresso più significativo nella gestione delle aree verdi ad uso residenziale, gli impianti di irrigazione automatica consentono agli utenti di risparmiare tempo e di irrigare con maggiore efficienza, in modo più preciso e uniforme sulla base dei fabbisogni specifici delle piante.

Gli impianti di irrigazione automatici sono uno strumento conveniente per gli utenti; quando sono configurati nel modo corretto, infatti, tali impianti forniscono la quantità d’acqua corretta nel posto giusto con il minimo sforzo da parte dell’utente. La maggior parte degli impianti automatici utilizza diversi metodi di distribuzione dell’acqua; due metodi tra i più diffusi utilizzano irrigatori di tipo a scomparsa che si ritraggono nel terreno quando il ciclo di irrigazione è completato e sistemi di irrigazione a goccia, che utilizzano microcomponenti per fornire l’acqua con basse portate, esattamente nel punto in cui le piante ne hanno maggiormente bisogno sul terreno sopra le radici. Sebbene molti utenti innaffino a mano usando dei tubi di gomma e dei tubi porosi, tale tipo di irrigazione non consente una misurazione accurata della quantità di acqua basata sulla capacità del suolo di assorbirla. Quando si usano tubi porosi, molti utenti aumentano troppo la portata d’acqua e la sprecano distribuendone troppa. L’acqua in eccesso, che non viene assorbita, inizia a scorrere e viene dispersa nei tombini e nei canali di scolo. L’irrigazione a mano o attraverso un tubo poroso fornisce con molta probabilità una quantità d’acqua eccessiva all’area verde, sprecando acqua attraverso l’evaporazione o il ruscellamento o semplicemente distribuendo più acqua di quella effettivamente necessaria per mantenere le piante in salute. Uno dei maggiori vantaggi di un impianto di irrigazione automatico è la capacità di fornire diverse quantità d’acqua a diversi tipi di piante con un tasso di precipitazione che ne consenta l’assorbimento. Gli impianti più efficienti possono comprendere sia componenti interrati sia componenti di microirrigazione – questo vale in particolare per impianti con più zone. Per esempio, le aiuole fiorite saranno inserite in una zona che riceve meno acqua rispetto ad un tappeto erboso e potrebbero, quindi, essere meglio servite da un’ala gocciolante con gocciolatori a bassa portata, mentre nelle aree adibite a prato si possono meglio utilizzare irrigatori statici o dinamici. Inoltre, non importa quanto sia efficiente un impianto di irrigazione a livello progettuale, perché la quantità di acqua risparmiata dipende in larga parte dalla corretta installazione e gestione di tale impianto di irrigazione efficiente. È stato stimato che gli impianti di irrigazione non efficienti ed i programmi di irrigazione scorretti sprechino circa il 30% dell’acqua applicata alle piante e ai prati. Un impianto di irrigazione automatica efficiente, sia esso interrato, a microirrigazione o formato da una combinazione delle due tipologie, assicura che venga distribuita a ciascuna zona dell’area verde la quantità d’acqua corretta. Un impianto di irrigazione automatica efficiente è costituito da molti componenti.

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